lunedì 11 febbraio 2013

Giulia, la figlia di Augusto, nel racconto di Lorenzo Braccesi



Giulia non è una donna qualunque, è l’unica figlia del primo ‘imperatore’ di Roma. Una donna discussa, criticata, indomabile, musa di poeti e insieme intrigante cospiratrice. Lorenzo Braccesi racconta la storia della sua vita, dal primo accordo di matrimonio stipulato dal padre quando aveva due anni fino alla morte, avvenuta – chissà se per caso – lo stesso anno di Augusto. 

"Quale il puer della più celebre tra le egloghe virgiliane? Un puer o una puella? Quale il significato del viaggio di Giulia nella Troade dove rischia la vita nelle acque dello Scamandro in piena? Un’imitatio Achillis, la sua, o un’imitatio Alexandri o una congiunta emulazione di entrambi gli eroi? Quale l’identità di Corinna, della donna cantata da Ovidio negli Amori? È ella una personalità immaginaria, figlia di pura astrazione poetica, senza precisi richiami alla realtà, o la conturbante protagonista del nostro libro? Quale, nell’immaginario di quest’ultima, il fascino esercitato dalla terra di Egitto? Gusto dell’esotico o fatale attrazione verso forme ellenistiche di potere e di dispotismo? Quale la natura del rapporto antagonistico tra Giulia e Livia? Dettato dall’ostentata personificazione di differenti modelli di vita, dall’istanza di proteggere gli interessi dei propri figli o da semplice competizione per il ruolo di prima matrona del nuovo regime che sarà l’impero? Quale, per Augusto, il significato di celebrare il trentennale di Azio con una naumachia che, invece di Azio, riproponeva il tema della vittoria di Atene a Salamina? Suprema bizzarria o necessità, sotto l’incalzare di eventi imprevisti, di mutare il programma della celebrazione? Quale, nei comportamenti eversivi di Giulia – prima di fronda e quindi di cospirazione –, la commistione tra pubblico e privato nella sua passione per Iullo Antonio, il più amato di tutti i suoi amanti? Fu egli solo un poeta che vagheggiava vendette familiari, ovvero una persona con stoffa di capoparte politico? Quale, dopo la tragedia che la coinvolse, dopo la sua condanna, l’atteggiamento verso la madre da parte dei suoi cinque figli? La rinnegarono, l’emularono o, come Agrippina, tentarono di trarla in salvo? Quale il filo comune che unisce nel medesimo anno le morti di Augusto, di Giulia e del suo ultimo, superstite, figlio maschio? Fu certo un assassinio quello di quest’ultimo. Ma furono dovuti a una fine premeditata anche i decessi del nonno e della madre?" LEGGI TUTTO...


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Le recensioni:

Cinzia Dal Maso, Giulia ci fa girare la testa, "Il Sole 24 Ore", 10 febbraio 2013





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